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Intervista a Barbara Rigon - a cura di Camilla Ugolini Mecca

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  La magia che vive dietro le quinte B_in_Paris    ©Barbara Rigon Barbara Rigon è una fotografa raffinata, attenta, rigorosa. Ho avuto il privilegio di collaborare con lei in passato e ne ho potuto constatare la sensibilità, la cultura, la capacità rara di cogliere istanti irripetibili, di sapere entrare nei diversi contesti e al contempo di muoversi delicatamente lungo il loro perimetro. Ecco di seguito il nostro dialogo. Da dove cominciare, Barbara? Il tuo portfolio è così vasto ed eterogeneo! Spazia dai ritratti alla botanica, dal cibo ai giochi di strada… Dunque, partiamo da un tuo antico amore: la musica. Mi sembra che tu abbia iniziato proprio da lì, fotografando i musicisti e la loro gestualità. Cosa ti ha portata a fotografare la musica, e in particolare il jazz? Sì, il primo amore è stato quello per la musica. Ho iniziato a scattare le prime foto ai tempi del liceo: in quel periodo studiavo musica - la mia prima vera passione, in particolare, è stata qu...

Intervista ad Adriana Moretto - Fotografare la luce del mondo

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  Prima di essere una fotografa, Adriana Moretto è fondamentalmente una viaggiatrice. Da molti anni -forse da sempre - la sua esperienza di pellegrina del mondo, si sposa con la ricerca interiore, la meditazione, lo studio approfondito dei mantra e della loro storia. Qui ci racconta la visione della vita che emerge dalle sue fotografie. Partiamo dal viaggio e in particolare dalla tua passione per l'India: una passione tale da farti avvicinare allo studio del sanscrito. Una delle tue serie fotografiche - intitolata “Humanitas” - è stata realizzata nell’orfanatrofio di Solur, dove hai prestato servizio. Vuoi parlarmi di questa esperienza? Ho sempre sentito una spinta verso il viaggio: in realtà non si tratta di una passione, quanto propriamente di una necessità. Forse perché il viaggio rappresenta la metafora della vita e poter viaggiare è come poter vivere più vite contemporaneamente, o almeno poter variare il paesaggio che si vede dal finestrino. Forse perché in viaggio si poss...